SCUOLA DI SHAOLIN  HUNG GAR  KUNG FU  

 金虎洪家功夫學院

 

5 x mille

 
DANZA DEL LEONE
OTTO IMMORTALI
CINQUE ANIMALI SHAOLIN
HOME
A.S.TIGRE D'ORO
MAESTRI
LINEAGE
NOSTRASCUOLA
MAGAZINE
FORME
ARMI
 DODICI PONTI
STORIA
ALLIEVI
ARCHIVIO EVENTI
FOTO E VIDEO
QIGONG
PROGRAMMA
E.H.G.A.
FORUM PUBBLICO
FORUM
GUESTBOOK
MAPPA SITO
 MAPPE STRADALI
LINKS
E-MAIL MAESTRO
CHIU FAMILY PAGE

CORSI  QIGONG TERAPEUTICO  PRIMA PARTE

  

 

Kung-fu

 

Il nome Kung Fu è la traslitterazione degli ideogrammi Kung e Fu, che significano sinteticamente "duro lavoro" e rappresentano il concetto di raggiungimento di un obiettivo con grande sacrificio, applicabile ad ogni campo della vita. Noi ci occupiamo del Kung Fu inteso come la più antica e nobile delle Arti Marziali.

FILOSOFIA NEL KUNG FU

Il Kung Fu è stato nel tempo influenzato da tre correnti filosofiche:

 il Buddismo per l' aspetto meditativo

 il Taoismo per i principi della polarità Yin e Yang, il rapporto con la natura e la ginnastica terapeutica

 il Confucianesimo per l'aspetto formale, la disciplina, le regole, le gerarchie

Un praticante di Kung Fu tradizionale, dovrebbe agire in armonia con le leggi della natura ed avere rispetto per il suo maestro ed in generale per il prossimo.

Le Arti Marziali Cinesi sono state suddivise in due grandi gruppi:

a. Wai Chia o Sistema Esterno: comprende gli stili cosiddetti "duri" o "esterni", chiamati così per l’importanza delle caratteristiche esteriori delle tecniche come forza e velocità. Il principale stile esterno è lo SHAOLIN classico.

b. Nei Chia o Sistema Interno: comprende gli stili cosiddetti "morbidi" o "interni", chiamati così per l’importanza dello sviluppo dell’energia interna. Il più noto stile interno è, senza dubbio, il TAI CHI.

Bisogna dire subito che la suddivisione tra stili esterni e stili interni è artificiosa e concettualmente errata in quanto, per raggiungere l’efficacia, è necessario sempre combinare durezza e morbidezza. Il flusso dell’energia è molto importante anche negli stili detti "esterni", così come il vigore è necessario anche nei cosiddetti stili "interni".
Possiamo solo dire che in una prima fase, negli stili "duri" le tecniche vengono eseguite in maniera forte e veloce, mentre negli stili "morbidi" vengono eseguite assai lentamente ed in completa decontrazione

In una fase successiva negli stili "duri" si ricerca la morbidezza mentre negli stili "morbidi" la pratica diventa più vigorosa.

E' necessario però precisare che secondo alcuni tale differenziazione è solo fittizia, poichè non esiste uno stile completamente "esterno" ed uno completamente "interno", questo perchè gli "esterni" col tempo tendono a diventare "interni" e ad usare sempre di piu' i principi illustrati sopra.

 

STILI

Tra gli innumerevoli stili tradizionali presenti in Cina, i più conosciuti e praticati a livello mondiale sono i cinque stili SHAOLIN (Hung,  Choy,  Lau,  Li ,  Mok.). Tra questi il più duro e completo, praticato sin dall’antichità dai notabili del Celeste Impero e dalle famiglie più nobili e potenti della Cina, è l’ HUNG GAR.

 

La storia dello Shaolin

 

Il tempio della "giovane foresta" (Shaolin) fu edificato dall’imperatore Hsiao Wen nel Honan, una regione del nord della Cina, nei pressi di una delle cinque montagne sacre: il monte Songshan; era il 495. Il primo aggancio con le arti Marziali è da ricercarsi dopo la fondazione del tempio, quando, nel 520 d.C. un monaco buddista indiano di nome Bodhidarma ( in cinese Ta mo) si ritirò nel tempio di Shaolin. Notando che le sedute di meditazione erano faticose e che i monaci erano così deboli da cadere addormentati, Ta mo ideò dei movimenti che fuse con le arti tradizionali cinesi dando vita a quello che sarà conosciuto come il Kung fu di Shaolin: tecniche nate come mezzo per fortificare corpo e anima inevitabilmente si svilupparono in tecniche di combattimento marziali usate nei campi di battaglia! Verso il 680, sotto la dinastia T’ang, quando la maestria dei monaci di Shaolin di Honan era all’apice, fu costruito un secondo monastero nel sud della Cina nella regione di Fukkien (Fujian). Nel 1570 circa un incendio devastò il primo tempio; sembra che i monaci depositari delle maggiori abilità riuscissero a scappare rifugiandosi a Shaolin di Fukkien (Siu Lam ) portando con loro i preziosi libri con i segreti della loro mitica invincibilità. Fu grazie a questo episodio che Shaolin di Fukkien vide crescere la sua importanza divenendo il nuovo centro per la diffusione delle arti marziali in Cina. Nel 1644, i Manchu rovesciarono la dinastia Ming instaurando la dinastia Ching con un regime duro e oppressivo. Fu questo il motivo per cui i monaci di Shaolin, pur isolati dal mondo esterno, trovando atroce la condotta dei governanti, decisero di concedere asilo agli eventuali fuggitivi, per la maggior parte ufficiali dell’ex governo Ming. Dopo le dovute considerazioni da parte degli anziani del tempio ed aver esaminato le qualità dei rifugiati, venivano loro insegnate le Arti marziali a secondo delle capacità e del livello di ognuno. Varcare la soglia di Shaolin non era cosa facile, infatti i candidati erano sottoposti a dure prove di pazienza ed astinenza prima di poter essere ammessi nel tempio: quelli che vi riuscivano sarebbero poi stati iniziati al vero Kung fu dei monaci.

 

 HUNG GAR

LA STORIA

Hung Hee Gung, fin da ragazzo amava le arti marziali  e,  prima di entrare nel monastero, era un semplice mercante di the. Un giorno, mentre era in viaggio d’affari nella provincia di Kwantung     ( Canton ), ebbe una disputa con alcuni nobili Ching che lo costrinse a rifugiarsi nel tempio. Chiese allora al monaco Sam Tak di essere presentato ed accettato come discepolo laico. A quel tempo, l’abate del tempio di Fukkien era Chih San Chan, meglio conosciuto come Gee Sin Sim See o Ji Sin, il quale evidentemente convinto dal giovane Hung, lo accettò come discepolo e lui divenne il miglior discepolo non monaco del tempio! Sembra che il giovane Hung prendesse lezioni anche da un altro monaco, una donna di nome Fong Wing Chun, esperta nello stile della gru bianca nonché, sembra, sua futura sposa. Molti dei praticanti, raggiunta una buona padronanza delle tecniche, lasciarono il tempio dando ai Ching il pretesto per distruggerlo, così come avevano fatto col monastero di Honan. Dalla strage si salvarono solo in trenta, tra cui l’abate Gee Sin, Sam Tak e Hung Hee Gung che si separarono per non farsi ritrovare.  Hung si dedicò allora segretamente all’insegnamento del Kung fu, camuffò i metodi di allenamento appresi a Shaolin ma le basi rimasero pressoché immutate quindi, fondendo le tecniche che aveva appreso nel tempo con quelle conosciute dalla moglie, riuscì a creare un formidabile sistema giunto per gran parte immutato fino a noi : chiamò questo sistema Hung Gar Kung fu. L’Hung Gar si diffuse ben presto in tutta la Cina del sud divenendo il più conosciuto stile fra quelli delle maggiori famiglie del Kwantung : Hung,  Choy,  Lau,  Li ,  Mok.  Wong Fei Hung è ritenuto il padre dell’Hung gar dell’epoca contemporanea. Diretti discendenti di Wong Fei Hung furono, tra gli altri,  Lam Sai Wing e  Tang Fong.  Lam Sai Wing ebbe il grosso merito di divulgare l’Hung gar anche con pubblicazioni, sono infatti famosi i suoi libri sulle forme  Gung Ji Fok Fu Kuen,  Fu Hok Seung Ying Kuen,  Tit Sin Kuen.  I principali allievi di Lam Sai Wing sono stati: Chan Hon Chung, Chiu Kao e Lam Jo. Il Grande Maestro Chiu Kao (1895-1995), iniziò la pratica del Hung gar sotto la guida del Maestro Ling Chai Yeuk (Wong Sai Wing) diretto allievo di Wong Fei Hung e solo dopo essersi trasferito ad Hong Kong divenne allievo di Lam Sai Wing.  Con l’aiuto della moglie Shiu Ying e dei figli Chiu Gim Ching, Chiu Gim Fung, Chiu Way e Chiu Chi Ling, insegnò l’Hung gar fino all’età di 80 anni, dopodiché lasciò la direzione tecnica della scuola ai figli Chiu Way e Chiu Chi Ling. Il primo si è dedicato alla diffusione dell' Hung Gar soprattutto in Hong Kong  e, attualmente, risiede e divulga lo stile in Canada, mentre il secondo lo ha diffuso negli altri paesi tra cui gli Stati Uniti e l' Europa .

Articolo a cura di: Pino Imbimbo. Matarazzo Giancarlo e Sferruzzi Gianfranco.